Russia: reportage della Gazzetta dello Sport

Arshavin e Dzagoev sono gli uomini più pericolosi di una nazionale che si presenta con le caratteristiche di sempre. Solida ma lenta nei centrali difensivi e con poco peso in attacco.

4-3-2-1 (c.t. Advocaat): Malafeev, Zhirkov, A. Berezutski, Ignashevich, Anyukov, Shirokov, Denisov, Zyryanov, Dzagoev, Arshavin e Kerzhakov.

Miglior piazzamento all’Europeo: vincitrice nel 1960.

Quelli di sempre: alti, grossi e un po’ legnosi dietro, manovrieri e rapidi sulla trequarti, leggerini davanti, e non solo perché lo schema prevede una sola punta. In porta, Malafeev è insidiato da Akinfeev.

La maglia. Dal 2011 il rosso è tornato il colore dominante, dopo essere stato abbandonato a seguito del dissolvimento dell’impero sovietico.

La stella. Alan Dzagoev. In una Russia che non fa della gioventù la sua arma migliore, il ventunenne trequartista del CSKA Mosca, ambidestro e di buon fisico (sfiora i 180 cm), può rappresentare la freccia più acuminata nell’attacco della nazionale di Advocaat. Di lui si parla come dell’erede di Arshavin, stesse caratteristiche tecniche e stesso passo svelto. E’ appena guarito dalla frattura alle dita di un piede, infortunio che si trascinava da marzo. E’ tutto da vedere, dunque, in quale stato di forma si presenterà all’appuntamento europeo; resta comunque uno dei giovani più interessanti che può esporre la vetrina continentale, anche se dalle nostre parti Dzagoev è meno pubblicizzato rispetto ad altri perché, nonostante i soldi garantiti dagli oligarchi e l’arrivo nel recente passato di nostri connazionali come Rosina e Spalletti, il campionato russo fatica ad acchiappare interesse in Italia. Alan costa caro, comunque: non meno di 16 milioni.

fonte: gazzetta dello sport

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