Il figlio di Stalin fu giustiziato in campo di concentramento

Gli storici sostengono di aver risolto uno dei misteri della storia sovietica – la morte del figlio maggiore di Josef Stalin, Yakov.

Gli archivi declassificati (quindi pubblici) dicono che è stato ucciso alla fine del 1943 da una guardia nazista nel campo di concentramento di Sachsenhausen dopo essersi rifiutato di obbedire agli ordini.

I documenti dicono che Jakov è stato catturato nel luglio 1941. Dal mese di aprile al giugno 1942, è stato tenuto in campo di concentramento nei pressi di Hommelsburg, mentre dal marzo 1943, fu mandato a Sachsenhausen.

“Era molto indipendente e riservato, dimostrando apertamente il suo disprezzo per l’amministrazione del campo” ha detto lo storico Mikhail Zuev a RIA-Novosti.
Yakov è stato ucciso mentre camminava intorno al campo. La guardia gli chiese di tornare a casa, ma l’unico uomo si avvicinò allo steccato e gridò la guardia, “Spara!” e la guardia gli ha sparato alla testa.

Fino ad ora, ci sono stati numerose ipotesi in merito alla morte di Yakov – tra cui la pista del suicidio. Egli infatti, tentò di suicidarsi prima della guerra, quando il suo matrimonio con un 16 enne non fu approvato dal padre.

“Yasha si comportava come un teppista e ricattatore” Stalin aveva scritto. “Non voglio avere più alcun contatto con lui”.

fonte: tradotto e riadattato da rt.com

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