Kudrin, ex ministro delle Finanze, sostiene che la crisi è alle porte

“La miccia sta già bruciando”, sostiene questo l’ex ministro delle Finanze della Fed. Russa Aleksey Kudrin. Kudrin, sostiene inoltre che l’economia globale è in procinto di una nuova recessione e la seconda crisi finanziaria è già ampiamente su di noi.

Nella giornata di sabato, parlando all’International Business di Sberbank, Kudrin ha mostrato una visione pessimistica del futuro per l’economia globale.

“Il mondo ha la possibilità di risolvere la crisi, ma è molto dura”, Kudrin insiste sul fatto che la “battaglia per la Grecia è persa”, e l’attenzione dovrebbe spostarsi sui grandi debitori come la Spagna, Irlanda e Portogallo. Essi richiedono un altro massiccia iniezione di circa 3 trilioni di euro per tenerli a galla. Kudrin consiglia ai Paesi europei di unire gli sforzi per il salvataggio.

“La costituzione degli Stati Uniti d’Europa sarebbe una decisione positiva e potrebbe segnalare un livello assolutamente nuovo di consolidamento”, che potrebbe aiutare ad uscire dalla crisi del debito.

Parlando invece di Russia, Aleksey Kudrin, era meno preoccupato dicendo che il paese è attualmente meglio preparato per la crisi, rispetto ai paesi più sviluppati, in quanto il debito pubblico è basso, al 12% del PIL, e le riserve di valuta estera e di oro sono notevoli in Russia e garantiscono una certa sicurezza.

Ma Kudrin ha avvertito la Russia potrebbero avere problemi di bilancio ad un certo punto, come era improbabile di godere di prezzi del petrolio alle stelle nei prossimi 3-10 anni, appena al di là dei 100 dollari al barile. “I piani per aumentare la spesa militare del 3% del PIL nei prossimi anni non sono garantiti da nulla”, come è previsto di venire ad un costo di finanziamento ridotto per gli altri settori, oltre a mantenere bilancio russo con un deficit.

Kudrin ha gestito per 11 anni le finanze della Fed. Russa ed è stato un Ministro decisamente prudente ed ha aiutato il paese a superare brillantemente la crisi del 2008.

E’ stato tuttavia licenziato a settembre dopo una lite con il presidente Dmitry Medvedev quando ha pubblicamente espresso il suo disaccordo con le politiche di bilancio.

fonte: tradotto e riadattato da rt.com

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