Da Domodedovo a “Aerotropoli”, il piano da 4 mld di investimenti

I dirigenti del gruppo Domodedovo, la società che gestisce lo scalo moscovita, hanno comunicato un ambizioso piano decennale di sviluppo dell’aeroporto con una terza pista, nuovi alberghi, nuova ferrovia e un aggiornamento ai collegamenti stradali. Questi cambiamenti potrebbero dar vita di fatto ad nuova periferia meridionale di Mosca.

Il piano – che comprende la terza pista, un’area di atterraggio rinnovata e ampliamento dei terminal esistenti – si fonda su un concetto di sviluppo generale che la gestione dell’aeroporto di proprietà privata ha iniziato alla fine del 1990.

Dmitry Kamenshchik, ha riferito alla stampa che una nuova versione dello stesso piano potrebbe rendere l’aeroporto al centro di una nuova area commerciale si estende per ben 20 km dallo stesso aeroporto.

Il grandioso progetto, secondo Kamenshchik, ha anche il deciso sostegno da parte dei governi, sia federale che regionale.

“Nulla di tutto questo sarebbe possibile senza il sostegno di tutti i tipi di dipartimenti governativi e ministeri”, ha detto Kamenshchik. “Siamo soddisfatti del nostro rapporto con il governo federale? Sì, certamente.”

Il rapporto dello scalo di Domodedovo con le autorità è stato teso durante le tempeste di ghiaccio dello scorso dicembre in aggiunta ai difetti di sicurezza culminati con l’attentato suicida di gennaio.

La gestione dello scalo è poco chiara. Domodedovo infatti è gestito da una società chiamata Line Group Est, a sua volta di proprietà di FML Limited, che è registrato nel Isola di Man. DME Limited, che è il volto ufficiale di Domodedovo, tentò una OPA a maggio.

Kamenshchik, sostenuto dall’idea di John Kasarda, l’accademico americano che sostiene di aver coniato il termine “Aerotropoli”, pensa che lo scalo sia la “conurbazione sinergica” dello sviluppo commerciale che potrebbe allungare fino a 15 per 20 chilometri dall’aeroporto stesso.

Dopo nove anni di progetto di riqualificazione della prima pista dell’aeroporto, che dovrebbe essere completato in autunno, il risultato principale è stato quello di far diventare Domodedovo il primo aeroporto russo certificato a ricevere l’Airbus A380.

I lavori che inizieranno l’anno prossimo dureranno per cinque anni, per una cifra di circa 26 miliardi rubli e prevedono la ristrutturazione della pista di atteraggio e la zona dove si parcheggiano gli aerei per il carico e il rifornimento di carburante, nel tentativo di aumentare il numero di parcheggi per gli aerei.

I lavori per la terza pista sono programmati per iniziare nel primo trimestre del prossimo anno e sarà completato entro la fine del 2016, secondo un planning distribuito ai giornalisti. Il progetto è valutato in circa 30 miliardi di rubli.

Nel frattempo, proseguono i lavori per la ristrutturazione dei terminal, per un costo complessivo di 47,1 miliardi di rubli che porteranno la capacità a 15.200 passeggeri all’ora.

Il terminal 2 o T-2, è la parte del complesso che gestisce i voli internazionali, sarà più che raddoppiato di dimensioni entro il 2017, ed il terminal 3 o T-3 domestico guadagnerà 10.000 metri quadrati.

Gli investitori finanzieranno un nuovo albergo a quattro stelle privatamente. Al costo di 300 milioni di dollari verrà sviluppato il “Cargo Village” che includerà un terminal merci, uffici  e un hangar di 23 milioni dollari per il servizio di Boeing 747.

Anche per quando riguarda i pasti è previsto un nuovo piano di 4,5 milioni di dollari che prevede la creazione di una fabbrica alimentare gestita dalla società di catering Sky Chef, che dovrebbe entrare in funzione entro il prossimo anno.

fonte: tradotto e riadattato da themoscowtimes.com

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